di Gigi Borruso

di Gigi Borruso

illustrazioni di Benedicta Bertau

venerdì 11 agosto 2017

Crocetta, il fuoco e Sant'Alfonso de' Liguori



Caro presidente Rosario, so che sei molto inchiffarato a dirigere dal tuo palazzo assessori, ingegneri, primari, pompieri, forestali, geometri, pizzaioli, ferrovieri, piloti e marittimi, aliscafi, elicotteri, spazzini, baroni, baronetti e petrolieri. So che arranchi disperato turando col piede destro acquedotti scassati, spalando discariche stracolme a mani nude, puntellando col piede sinistro strade franate, asfaltando buche, pilotando autobotti volanti, abbanniando a Brussel le bottiglie di sarsa siciliana e, nel tempo libero, facendo e rifacendo i conti che non appattano (che le calcolatrici regionali ci hanno le pile scariche), mentre gli invidiosi ti mettono i bastoni nelle ruote e schiere di assassini danno fuoco a quest’isola. Purnondimeno, forse troverai dieci minuti per ascoltare le mie parole a vanvera che ti dedico con un sospiro profondo e sconcertato.

martedì 1 agosto 2017

Il viaggio, l’asino e la felicità di Francesco




Caro Francesco, sono Felice che ti scrive qualche riflessione estiva di cristianità, anche se sono sicuro che sarai più ferrato di me sull’argomento.

Caro Francesco, ti sembrerà strano, ma ieri ho lasciato la via Casalofio, imbarcandomi con una banda di ragazzini sul pulmino della parrocchia. La novità è che quest’anno, per una settimana, vado a fare le pulizie nella colonia che ha organizzato padre Sebastiano in montagna. E così anch’io farò una specie di ferie come si addice nei tempi estivi per ogni cristiano.

sabato 8 luglio 2017

Grillo, le formiche e lo Ius solo






Caro Beppe, sono Felice che ti scrive, sperando che non ti porto fastidio a te che ci hai mille penzieri nella solitudine del tuo bloggo. Che poi non s’è capito se il bloggo è tuo o ci hai gli infiltrati che ti ci scrivono sopra le porcherie. Purtroppo, lo so, questo mondo fasullo ti fa imbestialire le scatole e capisco che dev’essere dura per chi come te pensa che chi non la pensa come te è un farabutto.

lunedì 29 maggio 2017

La città e la bic fasulla



Care concittadini che abitate nella città più signorile, l’altro giorno abbiamo fatto in classe il tema “Descrivi la tua città”. Purtroppo mi si è scassata la Bic nera appena comprata e ho dovuto fare lo svolgimento co la penna rossa che il professore Lo Pinto mi ha detto che gli è venuto il mal di testa a leggerlo, anche se ha apprezzato qualcosa. Così adesso vi voglio porgere, dopo i saluti, qualche riflessione che potrebbe esservi utile, ricordandovi in primis di provare sempre la penna Bic davanti al cartolaio, ché ormai una su due è fasulla.

martedì 14 febbraio 2017

Tex Willer, Tiger Jack e i cani di Trump




Cara Statua della Libertà, innanzi tutto, Ammerica Ferst!
Come vedi, faccio progressi co l’inglese e spero ti contenterai di questa mia buonavolontà come omaggio!
Certo è un poco strano scriverti, ma forse il custode che ti custodisce ti leggerà questa lettera e le mie parole arriveranno alle persone d’Ammerica.
Cara Statua, intanto complimenti per tutti i film che hai fatto nella tua vita! Purnondimeno te lo sei meritato! Immagino quanta fatica a starsene lì notte e giorno a prendersi tutti i sospiri di uomini e bestie che vanno e vengono da quella terra benedetta e maledetta senza sosta. Milioni di impronte digitali su milioni di fogli hai visto, impronte di mani e piedi stampate sui muri e per le strade di quelli che sono arrivati. Milioni di segni che sono ancora lì come biglietti d’auguri per una nuova vita. Purtroppo molti lo hanno dimenticato. Ma pure tu, nella tua anima fredda saldata d’acciaio, sai che la luce grigia della città aspetta il vento del mare per riprendersi il colorito.

domenica 18 dicembre 2016

Trump, le trombette e le fiamme di Aleppo


Caro Donald, 

sono Felice che ti scrive da un’Italia un po’ rimbambita di referendo e quindi mi perdonerai se nel penziero che è sotto scritto ci sarà qualche errore di confusione. Ma qui ormai ci si accozza e sparpaglia come meglio si può.

Intanto c’è puzza di bruciato. E io mi sono un po’ scocciato delle chiacchiere.

martedì 20 settembre 2016

Erdogan, l’impero delle Otto Mani e le fate turchine



Caro presidente Erdocan, sono Felice che ti scrive dal sottoscala di via Casalofio con la marezza che solo a pensare alla Turchia di oggi ti prende una soffocazione alle tonsille. Capisco che anche a te ti viene la marezza in questa situazione che non ci hai più un pirtuso di prigione libero dove mettere la gente traditora della madrepatria. E mi dispiace che i giornali nel mondo si sono un poco dimenticati di te. Onestamente hanno una qualche ragione, visto che le notizie da Ankara da tre mesi a questa parte sono piuttosto monotone: che agli arresti seguono le sospensioni, i licenziamenti e poi ancora arresti e sospensioni, che pare un’evacuazione generale.